Dai compleanni, uno, anche se non lo confessa mai, si aspetta sempre delle sorpresone. Non sono giorni come tutti gli altri, anche se ti affanni quasi tutta la vita, e sempre di più, a dire che è così. Un po’ come a Natale, o a Pasqua, che se appena riesci a sfangarla dalle riunioni familiari ti senti subito un po’ derelitta. Ne sono passati, di compleanni, tantissimi. Sei una di quelle che si ricordano Moro. Sei una di quelle che si ricordano il Vietnam, addirittura. Tribuna Politica, Alighiero Noschese e Mina e Gulp, fumetti in tvvuuuù. La tivvù dei ragazzi e Pippi Calzelunghe, persino. Eppure, ancora, ai compleanni non ti sei abituata. I regali, per dire. Sono sempre qualcosa che ti aspetti di non ricevere, prima o poi. Quelli che si dimenticano, che a un certo punto smetti di ricordarteli. Quelli che li senti solo quel giorno. Quelli che prima era il tuo compleanno, ora è quello di qualcun altro, prima. E sempre più che ti va di festeggiare, ma anche che festeggiare diventa una scemenza. Quando senti rabbrividendo che un ventenne dice oddio c’ho già vent’anni. Eccheccazzo. Va bene essere snob, ma a tutto c’è un maledetto limite. Quella che i fiori, e i libri, non ci pensa mai nessuno, o quasi. Il regalo più bello mai avuto, un prosciutto Serrano, tutto intero, portato con il taxi, che a piedi veniva una tirata. Un pensiero vero, dietro, ecco, che chissà che fine ha fatto quel matto lì. Ne facevi 31, quell’anno lì, ed eri già, da tempo, la più vecchia del gruppo. L’unica festa fatta in casa, da adolescente, era finita a torta sui muri. La festa a sorpresa, anche quella, già fatta. Avevi un vestito scandaloso, un po’ anni ’50, con le tette di fuori, e le calze a rete chiare. Un orrore, a dirla così, ma ti stavano bene anche i sacchi di juta, quei tempi lì, neanche troppi secoli fa.
A pennello, come ti stava la tua persona, e come ti è sempre stata l'acqua, in qualche modo.
Concato, diciamolo, ti fa abbastanza cagare. Ma questa canzone, hai sempre voluto pensare che c’entri qualcosa, con te.
Tu che sei nata dove c'e' sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si puo' tuffare
E ti ricordi c'era il paese in festa
tutti ubriachi di canzoni e di allegria
e pensavo che su quella sabbia
forse sei nata tu
E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Buon compleanno, vecchia ciabatta.









